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Collegio scolastico
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Il mwcgcollegio scolastico, detto anche mwcweducandato o mwdaconvitto (dal mwdqlatino mwdgconvictus, luogo in cui si vive insieme), è un istituto di istruzione in cui i giovani allievi conducono vita comune, convivendo in modo stabile per tutto il periodo scolastico.

Contents

Storia
Note

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Definizione

La caratteristica che maggiormente distingue il collegio dalla mwegscuola diurna è la presenza di un'area interna alla mwewscuola adibita a mwfadormitorio.

I collegi scolastici sono relativamente più diffusi nel mwfgRegno Unito, in mwfwIndia, in mwgaCina e in alcune parti dell'mwgqAfrica. Questi paesi contemplano questa modalità di educazione e di istruzione anche per bambini in tenera età e per un periodo di tempo che può essere assai lungo, cioè fino alla maggiore età. Tuttavia, collegi scolastici di questo tipo sono relativamente meno diffusi in Europa e negli Stati Uniti, dove sono presenti soprattutto negli anni delle scuole medie inferiori o superiori.

Il Regno Unito ha una lunga tradizione di istruzione di tale tipo ed è una opzione per classi sociali di estrazione privilegiata (come Eton e Harrow, che hanno prodotto diversi primi ministri), mentre in altri contesti nazionali i collegi sono stati utilizzati per altre funzioni sociali: si va dal convitto di tipo continentale europeo - un mwgwcollegio che permette la frequenza anche ad allievi provenienti da piccole località prive di istituti scolastici - fino all’estremo dei luoghi in cui segregare i bambini considerati un problema per i loro genitori o per la società in generale.

Storia

La nascita del collegio si situa nel mwjqXII secolo come istituzione volta ad accogliere studenti poveri (i cosiddetti mwjgborsisti), ovvero non capaci di mantenersi, lontano da casa, nelle città sede di mwjwscuole o mwkauniversità. La figura dello mwkqscholar pauper in età medievale e moderna non va confusa però con l’mwkgindigente.

Il primo collegio è datato 1180, istituito per opera di un benefattore inglese a mwlaParigi.cite-ref-1[1]cite-ref-2[2] In seguito, i collegi sorsero in ogni parte d’mwnqEuropa, generalmente per iniziativa di uomini di chiesa. La crescente attenzione verso la disciplina dei fanciulli, che datiamo a partire dal mwngXV e mwnwXVI secolo, fece sì che i collegi si trasformassero da semplici mwoapensioni per borsisti a vere e proprie realtà educative di “pieno esercizio”: si iniziò infatti a tenere lezioni direttamente all'interno dei collegi, dapprima di mwoqgrammatica, poi di tutte le altre discipline.cite-ref-0-3-0[3]

Da questo momento il collegio e le università seguirono un’evoluzione associata. Non a caso uno dei primi collegi parigini fu fondato da mwpwRobert de Sorbon, celebre fondatore della mwqaSorbonne Université. La separazione dei ragazzi dal mondo esterno, caratteristica dei collegi, li rese preferiti da mwqqnobili e mwqgmercanti per l’educazione dei figli, a discapito delle università, le cui aule si svuotarono progressivamente fino alla crisi del mwqwXVIII secolo, epoca di grandi riforme anche nel campo universitario.

In Italia

In Italia numerosi mwrgmonasteri si trasformarono in educandati, un fenomeno che prese piede in maniera massiccia dopo il mwrwConcilio di Trento.cite-ref-4[4] Tale trasformazione avvenne spesso su iniziativa dei sovrani o dei governanti laici.cite-ref-5[5]

I collegi italiani ebbero però uno sviluppo differente rispetto a quelli di altri paesi europei come mwuqFrancia e mwugInghilterra. Erano infatti generalmente edifici in grado di ospitare un numero ridotto di borsisti, spesso meno di dieci. Le caratteristiche che li resero una realtà distinta furono principalmente l’assenza di un insegnamento interno strutturato e la mancata evoluzione verso il “pieno esercizio”, restando istituzioni minori e chiuse verso l’esternato.cite-ref-0-3-1[3]

Già tra il mwwaXIV e mwwqXV secolo erano presenti vari modelli di collegio, tra cui:

• Il mwxaCollegio di Spagna di mwxqBologna (fondato nel 1364 e tuttora in attività), destinato a ospitare studenti iberici e a fornire solo insegnamenti propedeutici alle lezioni universitarie;
• mwxwLa Sapienza di mwyaPisa (1408), nella quale si trasferì gradualmente lo stesso mwyqmwygStudium cittadino, caso unico in Italia;
• La Sapienza di mwzaPistoia (1473), nata in assenza di uno mwzqStudium locale e volta alla preparazione pre-universitaria degli studenti.cite-ref-6[6]

I convitti e l’età moderna

In epoca successiva, il termine mwbaconvitto ha indicato generalmente un istituto scolastico aperto a studenti di entrambi i sessi, dalle scuole elementari alle scuole medie superiori, retto da laici. Storicamente, in Italia i più antichi convitti nacquero in mwbqetà napoleonica dalla secolarizzazione degli antichi collegi religiosi, retti generalmente da gesuiti e barnabiti. Un esempio è il "Convitto Longone" di mwbgMilano, derivato dall’antico "Collegio imperiale Longone" dopo la soppressione dei mwbwChierici regolari di San Paolo nel 1810.cite-ref-7[7]

I mwdqconvitti nazionali sorsero nel mwdgRegno di Sardegna nel 1848 e furono poi estesi ai territori degli mwdwstati preunitari con la mwealegge Casati (1859), con l’obiettivo di formare la futura mweqclasse dirigente.

Il personale è nominato per concorso statale e alla guida dei convitti nazionali vi è un mwewrettore, la cui funzione equivale a quella dei mwfadirigenti scolastici. L’importanza dei convitti è tuttavia in declino, poiché oggi sono ormai rare in Italia le località dalle quali non sia possibile raggiungere una mwfqscuola secondaria.

Note

cite-note-11. mwhamwhqmwhgI Collegi universitari - Chiesa e Università, su mwhwchiesaeuniversita.it, 6 aprile 2021. mwiaURL consultato il 28 ottobre 2025.
cite-note-22. mwjamwjqmwjgCollegio - Enciclopedia, su mwjwTreccani. mwkaURL consultato il 28 ottobre 2025.
cite-note-0-33. mwlgmwlwNegruzzo,mwma pag 961–974
cite-note-44. mwnaVincenza Musardo Talò, mwnqmwngIl Monastero di S. Chiara a Castellaneta: contributo per lo studio del monachesimo femminile nel Mezzogiorno d'Italia, La Duemari, 1997. mwnwURL consultato il 28 ottobre 2025.
cite-note-55. mwowmwpamwpqConservatorio di San Lino in San Pietro di Volterra, su mwpgfondoambiente.it, FAI. mwqaURL consultato il 9 settembre 2025.
cite-note-66. mwramwrqmwrgSIAS. Sistema informativo degli Archivi di Stato, su mwrwsias-archivi.cultura.gov.it. mwsaURL consultato il 28 ottobre 2025.
cite-note-77. mwtamwtqmwtgIl Convitto in breve – Convitto Nazionale Pietro Longone, su mwtwconvittolongone.it. mwuaURL consultato il 28 ottobre 2025.

Bibliografia

• Regno d'Italia, mwvaDecreto n. 4292 in data 25 agosto 1860 sul regolamento per li Convitti Nazionali, Torino, 1860.
• mwvgMaria Genua e Luciano Molinari, Istituzioni educative : convitti nazionali, Roma, Anicia, 2002.
• mwwaAnna Grazia Greco (a cura di), I convitti nazionali: compendio per gli educatori delle istituzioni educative per la formazione del cittadino europeo, Milano, Hoepli, 2001.
• citerefnegruzzo-collegiate-learning(EN) Simona Negruzzo, Les Collèges de Pavie, fruits de la Réforme catholique, in Collegiate learning in the middle ages and beyond, Milano, Monduzzi, 2012, pp. 69–84.
• citerefnegruzzo-almum-studium-papienseSimona Negruzzo, I collegi di educazione, in Almum Studium Papiense. Storia dell’Università di Pavia. I: Dalle origini all’età spagnola, II, Milano, Cisalpino, 2013, pp. 961–974.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikizionario
• Wikimedia Commons

• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «collegio scolastico»
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su collegio scolastico

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Sanat Pai Raikar, boarding school, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Collegio scolastico, su Open Library, Internet Archive.

• citereftreccani-convittoConvitto, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• mwzwIstituzioni educative, su miur.gov.it.
• mw0qDall'umanesimo educativo alla scoperta della didattica, su elearning.unito.it. URL consultato il 25 marzo 2021.